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Ottobre 2012 / Gennaio 2013

 - HOTEL PIAZZA DI SPAGNA

FEDERICA LUZZI  

White Shell Tongue n. 3

stampa digitale su tela, 2012

 

a cura di Antonio Capaccio

 

Da venerdì 12 ottobre 2012 fino a sabato 26 gennaio 2013, la Vetrina di BRECCE presenta l'opera di Federica Luzzi dal titolo "White Shell Tongue n. 3". Si tratta di un'opera inedita del 2012, ideata proprio per questa particolare occasione, e che fa parte di un ciclo di lavori iniziato nel 2006.

Una grande stampa digitale su tela presenta una sequenza di varie vedute di tre sculture, realizzate in corda di cotone secondo l'antica tecnica dei nodi "macramè". Le immagini delle sculture, disposte su fondo nero come le cifre di una scrittura, compongono un calligramma in una lingua severa e sibillina, forse indecrittabile, ma anche naturale e arcaica. Fra questi due estremi è il campo dell'opera.

 

  

 

 

 

 

Una compagna necessaria. Di cui forse non si può fare a meno.  

Che, d'altro canto, non ci abbandona mai. Non ci lascia soli, pure quando siamo noi che a volte tentiamo di dimenticarla. Che non possiamo più vivere per lei.

E volentieri la vorremmo scacciare. La nascondiamo. La seppelliamo in un luogo buio e lontano fingendo che non sia mai esistita. La chiudiamo in una cella.  Dentro di noi.  Per dimenticarla, sepolta e prigioniera.  

Però è certo che la rincontreremo, in ogni attimo, d'improvviso, e ovunque. Può confondersi con ciò che più amiamo, e a cui guardiamo, aspettandoci di ricevere riconoscenza e accoglienza.

Ma allora, non possiamo sconfiggerla o almeno combatterla? Forse, contro di essa, a tutti noi occorrerebbe uno scafandro impenetrabile, che ci protegga, per tuffarci nel mondo e poi riemergerne indenni. E come si potrebbe chiamare? Presunzione? Pregiudizio? Intolleranza? O dignità?  E perché non chiamarla grazia? Non una corazza, ma una semplice veste. Filo legato appena.

Per essere subito disfatta. e che si lasci attraversare da tutto quanto arriva.

Pure da ciò che sembra minaccioso e oscuro. A trasformare la paura in semplice desiderio.

(Antonio Capaccio)

 

Federica Luzzi è nata a Roma nel 1970. Ha frequentato il IV Liceo Artistico e poi l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” laureandosi in Storia delle Arti Industriali e Decorative. La sua particolare formazione artistica è segnata dall’incontro con artisti dell’area romana dell’Eventualismo. In questo ambiente, la sua attenzione viene attratta dall’essenzialità delle strutture e delle forme, dall’uso di materiali ed oggetti di provenienza industriale, dall’aspetto fibroso, espressione di esperienze minimali e poveriste. Decide così di esplorare e recuperare i processi tessili. Si specializza in tecniche dei nodi “macramé” e in tecniche dell’arazzo tradizionale, a rilievo e tridimensionale con l’uso del telaio verticale in Polonia, Ungheria, Romania, Belgio e con artisti argentini. Attualmente insegna Arazzo - Telaio Verticale presso la Scuola delle Arti “San Giacomo” del Comune di Roma.

Mostre Personali: 2012 Vetrina Ripetta Archivio Crispolti Arte Contemporanea, Roma; Galleria Arte e Pensieri, Roma. 2008 Musée de la Tapisserie, Tuornai/Belgio. 2003 White, Butò Experience n. 1, assolo performance di Danza Butoh di Masaki Iwana e sculture tessili, costumi di Federica Luzzi, Teatro Sala Umberto, Roma. 2001 Galleria AOC F58, Roma. 2000 Rai Sat Art International. 1999 Galleria Il Politecnico XX Arte Contemporanea, Roma. 1996 Ex Snia Viscosa, Roma.